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In Libia il numero di vittime civili è in chiaro aumento e dobbiamo "prepararci al peggio": lo ha affermato oggi il presidente del Comitato internazionale della Croce rossa (Cicr) Jakob Kellenberger evocando una situazione di guerra civile.

In una conferenza stampa oggi a Ginevra, il Cicr ha espresso allarme per l'intensificazione dei combattimenti tra forze pro-Gheddafi e insorti, per l'aumento delle vittime e l'arrivo di numerosi feriti negli ospedali.

La Libia è in una situazione di "conflitto armato non internazionale", ha detto Kellenberger, ovvero in una situazione di guerra civile.

"Siamo molto preoccupati per la mancanza d'accesso per gli aiuti umanitari nell'ovest del paese", ha insistito Kellenberger, secondo il quale è "inaccettabile che a 24 giorni dallo scoppio dei combattimenti, un'importante parte del Paese resti tagliata fuori dagli aiuti umanitari".

"Pensiamo che molte persone nella parte occidentale della Libia siano state più gravemente colpite dagli scontri che le persone all'est", ha aggiunto il presidente del Cicr ricordando le regole del diritto umanitario. "Le parti devono distinguere tra civili e militari ed è vietato attaccare civili. Gli attacchi indicriminati sono vietati".

Il Cicr lavora inoltre per ottenere accesso a tutte le persone detenute dalle autorità libiche e dell'opposizione armata.

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SDA-ATS