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ROMA - "Da parte della Svizzera non c'é stato il minimo rispetto delle leggi, dei trattati e delle convenzioni internazionali". Lo ha detto oggi l'ambasciatore libico a Roma Hafed Gaddur, che è tornato a puntare il dito contro la 'lista nera' stilata da Berna con i nomi di 188 personalità libiche cui è stato vietato l'ingresso su territorio elvetico, e di conseguenza in tutta l'area Schengen.
Una mossa cui Tripoli nelle settimane scorse ha risposto con la sospensione della concessione dei visti nei confronti dei cittadini di tutti i Paesi aderenti al Trattato. Oggi Gaddur ha convocato una conferenza stampa nella sede dell'ambasciata libica a Roma per ripercorrere le tappe della vicenda ed imputare alla Svizzera "la mancanza di quella collaborazione necessaria per arrivare finalmente a voltare pagina".
"Non è mai successo che un capo di Stato, rispettato nel mondo, venisse schedato", ha affermato Gaddur sventolando davanti alle telecamere la 'black-list' svizzera che al primo posto riporta proprio il nome del colonnello Gheddafi. Seguito da quelli della sua famiglia, di tutto il governo, e anche di un nipote di 8 anni del leader. "Anche lui hanno ritenuto pericoloso", ha ironizzato il diplomatico.
Gaddur vede una certa "malignità" da parte di Berna nell' "uso politico" del Trattato di Schengen. Una sorta di provocazione verso gli altri Paesi europei, trascinati in una disputa bilaterale.
Ad ogni modo - oltre naturalmente alla cancellazione della 'lista nera' - Tripoli chiede l'istituzione di una commissione d'inchiesta sul trattamento riservato in Svizzera ad Hannibal Gheddafi, "arrestato in un modo esageratamente spettacolare e illegale", con più di 20 agenti di polizia che hanno fatto irruzione armi in pugno nella sua stanza d'albergo a Ginevra, dove si trovava anche la moglie, "malata ed in compagnia del suo bambino di tre anni".
E poi la Libia vuole un arbitrato internazionale - le cui conclusioni saranno "accettate e rispettate" - anche sul passaggio ai media delle foto segnaletiche scattate negli uffici di polizia che ritraevano Gheddafi in stato di fermo.
"Ieri gli Stati Uniti ci hanno chiesto scusa per le ironie sul leader della Rivoluzione fatte dal portavoce del Dipartimento di Stato, figuriamoci se anche la Svizzera non può fare qualche concessione", ha osservato Gaddur.
Infine un riferimento a quei paesi europei, come l'Italia, la Germania, la Spagna e Malta, che fin dall'inizio si sono spesi per superare il contenzioso. "Un ringraziamento particolare" che l'ambasciatore libico ha voluto indirizzare al ministro degli Esteri italiano Franco Frattini e ai mediatori tedeschi, che stanno continuando a lavorare.

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SDA-ATS