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L'ex premier libico Ali Zeidan è ritornato nel Paese e nel corso di un intervento davanti alle telecamere di una televisione privata si è rivolto alla nazione dalla città orientale di Baida insistendo di essere ancora il primo ministro legittimo.

Zeidan ha chiesto infatti alla giustizia libica di fare chiarezza sulla questione del voto di sfiducia che ha messo fine al suo mandato. Ha inoltre dichiarato di appoggiare l'operazione Dignità, l'iniziativa lanciata un mese fa dall'ex generale Khalifa Haftar per ripulire Bengasi da gruppi islamisti come Ansar Al Sharia.

Zeidan era stato sfiduciato l'11 marzo scorso dal Congresso Generale Nazionale (il Parlamento) ed era fuggito in Germania nonostante la Procura generale libica gli avesse imposto un divieto di non espatrio il giorno del voto di sfiducia in seguito a uno scandalo per presunti sprechi di fondi pubblici. Zeidan è stato poi sostituito dal ministro della difesa Abdullah Al Thinni, ancora in carica.

Ma l'ex primo ministro ha sempre denunciato come illegale il voto di sfiducia perché sarebbe stato falsificato. Si tratta del primo ritorno di Zeidan in patria dopo la fuga. Nell'intervento televisivo ha inoltre dichiarato di essere pronto ad incontrare il Procuratore generale qualora ce ne fosse richiesta.

SDA-ATS