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Libia: forze Haftar, turchi via o niente negoziato

A Ginevra la delegazione del generale Khalifa Haftar (nella foto) porrà come condizione per negoziare la partenza dei consiglieri militari turchi e dei mercenari siriani dalla Libia. Keystone/EPA/MOHAMMED ELSHAIKY sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 28 gennaio 2020 - 21:51
(Keystone-ATS)

Alla prima riunione del Comitato 5+5 che dovrà iniziare a monitorare l'applicazione dell'inesistente cessate in fuoco in Libia, la delegazione del generale Khalifa Haftar porrà come condizione per negoziare la partenza dei militari turchi e dei mercenari siriani.

Lo ha anticipato in dichiarazioni ad al-Arabiya il generale Farag Mahdawi, capo di Stato maggiore della Marina dell'Esercito nazionale libico (Lna) di cui Haftar è comandante generale.

"L'Esercito libico presenterà la proprie condizioni sottolineando che non negozierà con l'altra parte se non dopo l'uscita sia della forza che il presidente (turco Recep Tayyip) Erdogan ha portato in Libia sia delle migliaia di mercenari siriani", scrive il sito dell'emittente araba sintetizzando le dichiarazioni del generale.

"In seguito ci siederemo per discutere dell'attuazione dei risultati dell'accordo di Skhirat", ha detto Mahdawi riferendosi alla semi-naufragata intesa del 2015, "che sancisce la necessità di sciogliere le milizie e disarmarle", viene aggiunto.

La prima riunione del Comitato 5+5 dovrebbe ternersi "all'inizio del mese prossimo" a Ginevra.

Intanto si sgretola di giorno in giorno la fragile tregua in Libia annunciata appena dieci giorni fa a Berlino. Oggi tre bambini sono rimasti uccisi e uno ferito da colpi di artiglieria mentre stavano andando a scuola alla periferia di Tripoli.

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