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Libia: Gheddafi in TV, sente profumo di vittoria

"Non riusciranno a dividere il Paese, vinceremo": così si è espresso Muammar Gheddafi a Tripoli, parlando davanti a una rappresentanza della tribù Mseleta, in un discorso diffuso anche dalla Tv di stato. Il leader ha nuovamente accusato l'occidente dimirare al petrolio libico e di voler tornare "ai tempi in cuil'Italia chiamava la Libia la spiaggia di Roma".

Intanto, Tripoli festeggia la caduta di Ajdibiya, poco a ridosso di Bengasi, dove un commando armato avrebbe addirittura attaccato la sede dei "terroristi", il Comitato transitorio libico (Cnt), uccidendo alcuni suoi membri e mettendone in fuga altri.

Malgrado le smentite delle due notizie arrivate a stretto giro di posta, a Tripoli si celebra anche l'asserita "sollevazione popolare" guidata dalla tribù dei Warfallah a est, con i lealisti del leader Muammar Gheddafi scesi nelle strade sventolando il vessillo verde in alcune aree di Tobruk e a Sollum, lungo il confine con l'Egitto.

In serata, attraverso la Tv di stato i vertici delle forze armate preannunciato come "imminente" una operazione contro Bengasi. E il vice-ministro degli esteri Khaled Kaaim ha detto che Tripoli spera di poter ristabilire il controllo sulla totalità del territorio del paese "al più presto possibile".

A Parigi intanto, i ministri degli esteri del G8 non hanno trovato un accordo per il via libera del Consiglio di sicurezza Onu sulla no-fly zone invocata dalla stessa Lega araba, oltre che dai ribelli. Critica Parigi, con il capo della diplomazia Alain Juppè che punta l'indice contro la Cina ma anche contro Washington, accusata di non aver definito ancora una posizione chiara.

L'Ong Medici Senza Frontiere (MSF) ha intanto annunciato ieri sera di avere richiamato tutti i suoi operatori da Bengasi, roccaforte degli insorti nell'est della Libia dove presto le forze governative potrebbero scatenrae un'offensiva. Secondo un portavoce, "a causa dei combattimenti permanenti e violenti in Libia", il personale di MSF è stato trasferito a Alessandria d'Egitto. Gli operatori evacuati in Egitto faranno il possibile per dare la loro assistenza alle strutture sanitarie libiche, soprattutto per quanto riguarda la fornitura di farmaci e altre attrezzature mediche.

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