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Libia: H. Clinton, per Gheddafi stupro strumento guerra

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 giugno 2011 - 09:33
(Keystone-ATS)

La segretaria di Stato americana Hillary Clinton ha accusato ieri le truppe del leader libico Muammar Gheddafi di aver trasformato gli stupri e le "violenze contro le donne" in "strumenti di guerra".

"Le forze di Gheddafi e di altri gruppi nella regione - ha dichiarato la Clinton in un comunicato - cercano di creare divisioni fra gli abitanti usando le violenze contro le donne e lo stupro come strumenti di guerra". "Gli Stati Uniti - ha aggiunto - condannano (tali azioni) nel modo più fermo".

Il procuratore della Corte penale internazionale (CPI), Luis Moreno-Ocampo, ha affermato la settimana scorsa che gli inquirenti hanno prove che Gheddafi ha ordinato stupri di massa e fa distribuire stimolanti chimici ai suoi soldati.

Sherif Bassiouni, il capo della commissione d'inchiesta che ha preparato il rapporto dell'ONU sulla Libia, dove è stato lo scorso aprile, ha invece espresso dubbi sull'esistenza di una politica di stupri di massa da parte del regime libico, parlando di "gigantesca isteria" di una società che "si sente vulnerabile".

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