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"Il porto di Misurata è sotto il nostro completo controllo". Lo ha affermato il portavoce dell'esercito rivoluzionario anti-Gheddafi, Ahmed Beny, colonnello dell'aviazione, in una conferenza stampa a Bengasi. Le navi della coalizione internazionale si stanno avvicinando al porto della città a 200 chilometri ad est di Tripoli, ha aggiunto Beny.

"Abbiamo ricevuto promesse di armi da molti paesi. Abbiamo bisogno del sostegno dei nostri amici, spero che avremo presto le armi e le munizioni che servono a liberare la Libia", ha continuato l'ufficiale. "Il nostro unico problema sono le munizioni e le armi. Stiamo affrontando i tank T-72 e T-92 dell'esercito di Gheddafi, per questo abbiamo bisogno di armi anti-carro", ha spiegato.

"Finora non ci sono risultati del negoziato con i miliziani di Gheddafi ad Ajdabyia che vogliono trattare la resa. Ci aspettiamo un risultato stasera", ha detto Beny, confermando che nella città a 200 chilometri ad ovest di Bengasi "alcuni uomini pro-Gheddafi hanno chiesto di poter andarsene dalla città, ma conservando le loro armi".

"Il nostro orgoglio non ci consente di avere soldati stranieri sul nostro territorio. Un intervento di terra della Nato in Libia è fuori questione", ha inoltre ribadito il portavoce.

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SDA-ATS