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"Vi sgozzeremo". Con un messaggio dai soliti toni di sfida, condito da un linguaggio cruento i jihadisti libici, affiliati all'Isis, hanno minacciato questa volta Khalifa Haftar, capo delle forze armate, e i parlamentari di Tobruk.

Il governo è riconosciuto dalla comunità internazionale, ma opposto a Tripoli sostenuto dagli islamisti.

Minacce, diffuse in un video poi pubblicato in vari siti, che non aiutano a rasserenare il clima nel Paese, dilaniato da violentissimi scontri a Bengasi ed in altre città libiche, mentre proseguono gli sforzi delle Nazioni Unite per la ricerca di un accordo di pace tra i due governi contrapposti.

Una situazione caotica e complessa dove si moltiplicano anche i sequestri, mentre a distanza di due settimane non si hanno ancora notizie sul rapimento dei quattro italiani avvenuto il 19 luglio vicino al confine tunisino.

Nel video intitolato "Messaggio da Sirte", la città da mesi sotto il dominio dei terroristi, compare un jihadista affiliato allo Stato Islamico che si presenta con il nome "Abu Yahya Al-Tunsi". I suoi proclami sono chiari: "Haftar e i suoi compagni, ma anche gli atei che si riuniscono nel Parlamento" non saranno risparmiati. I seguaci del Califfo "non saranno tolleranti" nei loro confronti e avranno il "piacere di sgozzarli".

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SDA-ATS