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Libia: Jalloud; Gheddafi ha distrutto paese, è stato tiranno

Questo contenuto è stato pubblicato il 25 agosto 2011 - 21:15
(Keystone-ATS)

"Gheddafi ha distrutto la Libia, la sua economia, il senso di appartenenza alla patria dei libici. È un tiranno, un faraone, ha trattato il suo popolo come un gregge e il Paese come una sua proprietà". È questo il duro giudizio espresso da Abdel Salam Jalloud, ex numero due del regime, nel corso di una conferenza stampa presso l'associazione della Stampa estera a Roma.

Jalloud, alla fine degli anni '60, è stato uno degli uomini più vicini al Colonnello che nel 1963 "trasformò la rivoluzione da civile in militare", nonostante il parere sfavorevole di Jalloud, secondo il quale quel passaggio ha decretato "la prima fine della rivoluzione".

Poi - ha osservato l'ex premier libico - una seconda spallata all'iniziale spirito che portò al colpo di Stato del 1969 ha avuto luogo negli anni '80, quando il Colonnello "decise di eliminare gli ufficiali libici, si è trasformato in capo tribù e ha cominciato ad arruolare membri della sua tribù nelle accademie". In questo modo, il Rais "ha cominciato a distruggere l'organizzazione degli ufficiali libici" che presero parte alla rivoluzione "sostituendoli con milizie comandate dal suo clan", ha spiegato Jalloud ricordando come, tra il 1982 e il 1985, "il potere si sia spostato completamente dalla parte di Gheddafi, diventato responsabile di tutto con gli altri che agivano come marionette".

E l'ex braccio destro del Rais proprio in quegli anni passò all'opposizione, sottostando così al "controllo diretto e indiretto" degli uomini del Colonnello. Ora, con la fine del suo regime, "i giovani libici saranno in grado di ricostruire le istituzioni molto prima di quanto si immagini, il popolo si rialzerà presto perchè questa guerra gli ha dato forza", ha assicurato Jalloud.

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