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Abdessalem al-Mesmari, avvocato e militante politico libico, è stato ucciso oggi a Bengasi, nell'est del Paese. Lo ha reso noto un responsabile dei servizi di sicurezza, il colonnello Mohamed al-Hijazi, precisando che "l'avvocato è stato ucciso all'uscita di una moschea nel quartiere al-Berka. È stato colpito da un proiettile al cuore". Mesmari è stato tra i primi militanti che nel febbraio 20111 parteciparono alle manifestazioni contro il regime dell'allora leader Muammar Gheddafi.

Secondo il responsabile dei servizi di sicurezza, a sparare è stato molto probabilmente un cecchino.

Mesmari aveva partecipato alla creazione della "Coalizione del 17 febbraio", braccio politico della ribellione contro il regime di Gheddafi, prima che il Consiglio nazionale di transizione (Cnt) ne prendesse la guida.

Dopo la caduta e l'uccisione del rais, si era distinto per la sua avversione ai Fratelli Musulmani che, a suo avviso, si danno da fare per prendere il potere nonostante la contrarietà delle popolazione libica. Ma già prima aveva detto: "La politica in Libia è vergine e i Fratelli Musulmani tentano di violentarla".

Di recente sulla sua pagina Facebook aveva scritto: "A coloro che minacciano di ricorrere alla violenza o all'assassinio a causa delle nostre opinioni politiche, noi diciamo: vi sconfiggeremo con la nostra militanza pacifica".

Dalla caduta di Gheddafi la Libia orientale, culla della rivoluzione libica, è teatro di esplosioni e di un'ondata di omicidi e attacchi che colpiscono giudici, militari e poliziotti del regime travolto con l'aiuto di Paesi stranieri, Francia in prima fila. Attacchi sono stati anche compiuti contro "interessi" occidentali.

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SDA-ATS