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Libia: morte Gheddafi, Amnesty ipotizza crimine guerra

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 ottobre 2011 - 18:56
(Keystone-ATS)

Amnesty International ha chiesto oggi alle autorità libiche di indagare sulle circostanze della morte di Muammar Gheddafi avvertendo che se il presidente deposto è stato ucciso dopo la sua cattura questo rappresenterà "un crimine di guerra".

"Se il colonnello Gheddafi è stato ammazzato dopo averlo catturato questo costituirà un crimine di guerra e i responsabili dovranno comparire davanti al giudice", ha detto Claudio Cordone, direttore generale di Amnesty con sede a Londra.

Catturato vivo dai ribelli a Sirte, Gheddafi è morto poco dopo in circostanze ancora avvolte dal mistero.

Gheddafi avrebbe dovuto essere trattato come un prigioniero di guerra, secondo quanto stabilito dalla convenzione di Ginevra e non doveva essere ucciso, ha detto il ministro degli esteri russo Lavrov chiedendo anch'egli un'inchiesta sulla sua morte.

"Esiste una legge internazionale - ha detto Lavrov - in guerra le regole umanitarie internazionali devono essere applicate". Regole che stabiliscono che un prigioniero dovrebbe essere trattato in un certo modo e "in ogni caso non ucciso".

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