Navigation

Libia: Ocampo, Gheddafi ha personalmente ordinato stragi civili

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 maggio 2011 - 16:13
(Keystone-ATS)

Le prove raccolte contro il rais dimostrano che Gheddafi ha "personalmente ordinato" di colpire la popolazione civile: lo ha detto il procuratore della Corte penale internazionale Luis Moreno Ocampo, citando episodi precisi di violenza commessi contro partecipanti a funerali o a persone che uscivano dalla moschee.

Le prove dimostrano che le violenze "vengono pianificate in apposite riunioni" e compiute anche contro presunti colpevoli - le cui liste vengono preparate su ordine di Gheddafi - che vengono "arrestati, imprigionati e torturati e poi spariscono nel nulla".

Per il procuratore, il colonnello ha compiuto e sta tuttora compiendo questi crimini "per preservare il suo potere assoluto", che esercita ricorrendo "sistematicamente" alla paura. I complici più diretti del disegno criminale di Gheddafi - è l'accusa del procuratore - sono il figlio Saif al-Islam e il capo dei servizi libici Abdullah al-Senussi. Anche per questi due responsabili. Moreno Ocampo ha chiesto ai giudici un mandato di cattura, con la stessa incriminazione di quella del rais: crimini contro l'umanità.

A sostegno delle prove, l'ufficio del procuratore può portare "molti testimoni", che al momento sono sotto protezione. I libici che sono fuori dalla Libia "hanno paura, ma è il momento di fermare i crimini e parlare", ha esortato il procuratore. Se i giudici accoglieranno la richiesta del procuratore, dovranno essere "le autorità libiche" ad eseguire il mandato di cattura perché "sono loro che hanno la responsabilità di catturare i responsabili che si trovano su territorio libico". L'applicazione dell'ordine di arresto "è un segnale contro chi continua a compiere crimini", ha detto Moreno Ocampo. "Il mondo non lo permetterà", ha concluso. Il procuratore non ha dato indicazioni sui tempi della decisione dei giudici.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.