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Il governo libico ha raggiunto ieri sera un accordo per la riapertura di alcuni terminal petroliferi bloccati da luglio da un gruppo separatista dell'est. Lo riferisce l'agenzia di stampa libica Lana secondo cui saranno riaperti Zueitina, a sud di Bengasi, e Hariga nell'estremo est, con una capacità complessiva di circa 100'000 barili al giorno. Secondo fonti, un accordo potrebbe essere raggiunto anche per la riapertura dei più grandi, Sidra e Ras Lanuf, nelle settimane a venire.

I negoziati tra governo e l'ufficio Politico di Barqa (nome arabo della Cirenaica), il movimento che guida il blocco da otto mesi, hanno visto la mediazione dei leader tribali. Sono stati inoltre facilitati dalla scarcerazione dei tre ribelli che si trovavano a bordo della Morning Glory, la petroliera che nelle settimane scorse aveva tentato di esportare greggio indipendentemente da Tripoli.

Tre settimane fa la nave cisterna aveva attraccato nel porto libico di Sidra. Dopo aver caricato greggio si era dileguata per poi essere bloccata dalla marina Usa al largo di Cipro e consegnata alle autorità libiche cosi come i tre libici a bordo (che controllavano l'operazione di export illegale) e i 21 membri dell'equipaggio, tutti stranieri. Non è stato ancora rivelato a chi fosse destinato il carico di greggio o la proprietà della nave. Si tratta della prima operazione di export pianificata dall'Ufficio Politico di Barqa, neo ente formato dall'ex rivoluzionario Ibrahim Jadran, in prima linea durante la rivoluzione che ha deposto Gheddafi.

SDA-ATS