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"Occorre fermare ora il bagno di sangue e impedire la guerra civile", lo ha detto il capo del Comitato per il dialogo in Libia, Bashir Ali Tammani. "Se dicessi che non è vero che si combatte e che non sta scorrendo il sangue mentirei" ha affermato il capo del Consiglio costituito dai rappresentanti delle tribù per risolvere la crisi in atto nel paese.

"Fino a poco tempo fa questa era una nazione sicura, senza tribù o gruppi divisi, ma una sola famiglia", ha aggiunto il capo del Consiglio.

Secondo il comitato, che precisa di non rappresentare lo stato libico ma il popolo, la crisi nel paese è originata da tre grandi gruppi: "c'è chi ha legittime richieste e con loro stiamo parlando. Ma c'è anche un movimento armato che si è fatto trascinare nella violenza da un gruppo meno consistente che punta alla divisione del paese", ha sottolineato Tammani.

Il comitato rinnova poi l'offerta agli insorti: "Lasciate le armi e vi accoglieremo a braccia aperte. Ma chi vuole o auspica l'intervento straniero di fatto si pone al di fuori della Nazione".

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SDA-ATS