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Anche dopo il crollo del regime di Muammar Gheddafi la violenza in Libia non accenna a fermarsi. Anzi, con l'entrata nel Paese di miliziani dello Stato Islamico, la situazione è diventata talmente critica che molti Paesi - tra i quali la Svizzera - hanno richiamato il personale diplomatico e invitato i propri cittadini a lasciare temporaneamente lo Stato africano.

L'Ambasciata di Svizzera a Tripoli è stata chiusa il 31 luglio 2014 a causa della recrudescenza degli scontri tra truppe filo-governative, milizie armate e gruppi di ribelli. I cittadini elvetici rimasti nel Paese sono assistiti dall'ambasciata svizzera a Tunisi. Il Dipartimento degli affari esteri (DFAE) sconsiglia inoltre ai propri connazionali di recarsi in Libia.

Da segnalare che lo scorso mese di dicembre ignoti si sono introdotti nella residenza dell'ambasciatore elvetico e negli stessi locali dell'ambasciata, aveva reso noto a fine dicembre il DFAE, senza fornire dettagli sull'episodio. Secondo il quotidiano in lingua inglese con sede a Tripoli "Libya Herald", invece, si è trattato di un "attacco" alla residenza dell'ambasciatore svizzero, che è stata "parzialmente saccheggiata". Gli "assalitori" sono poi fuggiti all'arrivo sul posto delle forze di sicurezza.

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SDA-ATS