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Libra ed elezioni 2020, il Congresso contro Zuckerberg

Il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg durante la sua deposizione odierna. KEYSTONE/AP/SUSAN WALSH sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 23 ottobre 2019 - 19:37
(Keystone-ATS)

Mark Zuckeberg si presenta al Congresso americano per difendere Libra, un progetto - ammette - "complesso, pericoloso", che "non so se funzionerà". Ma si ritrova a difendere Facebook su tutti i fronti, dalla pubblicità politica alla pedopornografia.

Che l'audizione alla commissione servizi finanziari della Camera non sarebbe stata facile per il numero uno del social è apparso chiaro da subito. La deputata democratica Maxine Waters aprendo i lavori ha accusato Facebook di aver "consentito le interferenze sulle elezioni, violato le leggi sui diritti civili" e ora, come se non bastasse, vuole creare il 'ZuckBuck', ovvero Libra. Zuckerberg - incalza Waters - "forse pensa di essere al di sopra della legge". L'amministratore delegato di Facebook ascolta impassibile tutte le accuse bipartisan che piovono sulla sua società e la difende.

Per quanto riguarda il voto, Zuckerberg osserva come i deep fake sono fra le "minacce emergenti" con cui Facebook si trova a fare i conti in vista delle elezioni del 2020. Sulla pubblicità politica ribadisce che la piattaforma non effettuerà alcun fact-checking, entrando così a gamba tesa nel dibattito sulla libertà di parola. "Una percentuale molto piccola delle nostra attività deriva dalla pubblicità politica e non giustifica tale tipo di controversia" spiega. Alla deputata repubblicana del Missouri, Ann Wagner, che lo attacca sulla pedopornografia accusandolo di non fare abbastanza dice: "Lavoriamo più di ogni altra società per identificare questo tipo di comportamento".

Zuckerberg difende a spada tratta Libra, la criptovaluta che può essere un rimedio contro le disuguaglianze e può contribuire al rilancio dell'infrastruttura finanziaria americana che è "datata": la minaccia di una criptovaluta cinese rappresenta una delle ragioni importanti per approvare Libra, spiega. Certo è un'iniziativa "complessa e rischiosa. Non so se funzionerà", dice Zuckerberg, ammettendo che Facebook non è il "messaggero ideale per il progetto, abbiamo avuto diversi problemi negli ultimi anni e sono sicuro che molti speravano che fosse chiunque altro ma non Facebook a portare avanti questa idea".

Parole che implicitamente fanno riferimento alla reputazione e alla credibilità del social, travolto da una serie di scandali sulla privacy. Libra - precisa - non aspira a essere una moneta sovrana, non vuole entrare nell'arena politica. Poi per rassicurare ulteriormente dice che Facebook è pronta a non partecipare a Libra nel caso in cui non ci fosse il via libera delle autorità americane. Rassicurazioni che comunque non sembrano soddisfare.

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