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Il copyright sul "Diario di Anna Frank", simbolo letterario della Shoah, terminerà solo nel 2050 e dall'anno prossimo avrà come co-autore suo padre, Otto Frank.

Lo ha reso noto la Fondazione Anna Frank di Basilea, come riferisce il "New York Times", precisando che il celebre libro resta, dunque, protetto per altri 35 anni e non cadrà nel pubblico dominio il primo gennaio 2016, come previsto dalle leggi sul diritto d'autore in molti Paesi europei.

Quando Otto Frank, il padre di Anna, pubblicò per la prima volta nel 1947 il "Diario", scrisse nella prefazione che il libro era stato scritto tra il 1942 e il 1944 interamente dalla sua giovane figlia rifugiata con la famiglia in un sottotetto di Amsterdam. Ma ora la fondazione svizzera che detiene il copyright del "Diario di Anna Frank" ha avvisato gli editori di tutto il mondo che il padre della quindicenne ebrea tedesca morta nel campo di concentramento tedesco di Bergen-Belsen non è stato solo il curatore della pubblicazione postuma ma va considerato a tutti gli effetti anche il co-autore.

La mossa legale ha un effetto pratico, spiega il "New York Times", perché allunga di oltre tre decenni il copyright. Essendo Anna Frank morta 70 anni fa nel lager nazista, il diritto d'autore cessa il prossimo primo gennaio. Con l'aggiunta di Otto Frank come co-autore, il copyright si estende al 2050, essendo il padre morto nel 1980.

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SDA-ATS