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NEW YORK - Salman Rushdie, lo scrittore anglo-indiano di "Versi Satanici" e "Figli della mezzanotte", scriverà un libro sui dieci anni passati sotto la minaccia della "fatwa". Lo ha raccontato lo stesso scrittore in un discorso alla Emory University di Atlanta.
L'occasione è stata l'inaugurazione di una mostra delle carte personali di Rushdie. Lo scrittore, che ha 62 anni, è stato costretto a nascondersi nel 1989 dopo la "maledizione" lanciata nei suoi confronti dall'Ayatollah Khomeini che aveva invitato i musulmani in tutto il mondo a dargli la caccia e a ucciderlo dopo la pubblicazione dei "Versi Satanici". Nel 1998 il governo iraniano si era dissociato dalla "fatwa", pur facendo sapere di non avere il potere di rescinderla.
"È la mia storia e a un certo punto dovrà essere raccontata", ha detto Rushdie in una conferenza stampa a Emory. "Il mio istinto mi dice che questo momento si sta avvicinando. A un certo punto era tutto in scatole e su computer morti, ma adesso è tutto organizzato", ha detto lo scrittore.
Gruppi islamici continuano ancora a tenere in piedi una protesta contro Rushdie ma lo scrittore ha detto che la "fatwa" è stata per lui molto più che una minaccia retorica. "I giorni passati a nascondermi sono stati orribili", ha detto: "la cosa migliore che potevo fare era scrivere".
In mostra a Atlanta sono le email e le lettere dello scrittore tra 1970 a 2006: tra gli interlocutori della corrispondenza ci sono Bono, il cantante degli U2, e l'allora senatore e oggi presidente Barack Obama.

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SDA-ATS