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Al Consiglio degli Stati gli occhi saranno puntati oggi sulla mozione che chiede che la quota del canone radiotelevisivo versata alla SSR sia limitata a 1,2 miliardi di franchi all'anno.

KEYSTONE/PETER SCHNEIDER

(sda-ats)

Al Consiglio degli Stati gli occhi saranno puntati oggi sulla mozione depositata da Beat Vonlanthen (PPD/FR) che chiede che la quota del canone radiotelevisivo versata alla SSR sia limitata a 1,2 miliardi di franchi all'anno.

Le televisioni pubbliche andrebbero inoltre sottoposte a restrizioni pubblicitarie dopo le 19.30.

L'atto parlamentare chiede anche di utilizzare parte del canone per sostenere, in modo indiretto, i media stampati regionali e locali. Anche l'espansione dell'offerta online dei media finanziati col canone (SSR compresa) andrebbe contenuta così da dare "un'opportunità commerciale" agli abbonamenti digitali dei media stampati.

Il governo chiede la bocciatura della mozione per diverse ragioni. Innanzitutto il tetto di 1,2 miliardi è già stato fissato per il periodo 2019-2022. Limitando la pubblicità alla SSR si finirebbe inoltre solo col favorire le emittenti estere.

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SDA-ATS