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Lo strappo di Bush e Romney, 'non votiamo Trump'

Diversi big del partito repubblicano stanno voltando le spalle a Donald Trump. KEYSTONE/AP/Patrick Semansky sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 07 giugno 2020 - 18:29
(Keystone-ATS)

L'ex presidente americano George W. Bush non voterà per Donald Trump come pure il senatore ed ex candidato alla Casa Bianca Mitt Romney, mentre l'ex segretario di stato Colin Powell ha dichiarato che il 3 novembre sulla scheda elettorale scriverà il nome di Joe Biden.

La lista dei big del partito repubblicano che prende definitivamente le distanze dal presidente americano si allunga di giorno in giorno. Lo strappo definitivo in seguito alla gestione considerata disastrosa della pandemia e delle proteste seguite alla morte di George Floyd.

Nella gran parte dei casi il fronte anti-Trump tra i repubblicani annovera figure di spicco che già nel 2016 non si schierarono col tycoon, da sempre visto come il fumo negli occhi da gran parte dell'establishment del partito. Ma - come sottolinea in un'analisi il New York Times - allora era diverso: in pochi credevano che Trump ce l'avrebbe davvero fatta, e non c'era alcuna agenda repubblicana da salvare.

Nel 2020 la posta in gioco è più alta: i repubblicani rischiano di riconsegnare non solo la Casa Bianca ma anche il Senato ai democratici, rinunciando a quelle priorità dell'agenda conservatrice che il tycoon, nel bene e nel male, in tre anni e mezzo ha rimesso al centro della politica.

I nodi però vengono al pettine e per molti Trump ha davvero passato il segno, non rappresentando piu' in alcun modo i valori fondanti del partito. Cosi' Bush lo ripudia. Powell, primo capo della diplomazia Usa afroamericano, lo definisce "un pericolo per il Paese" e dopo aver votato per Barack Obama e per Hillary Clinton appoggia ora Biden: "E' un truffatore, ci ha trascinato nelle disastrose guerre del Medio Oriente", ha replicato il tycoon su Twitter ricordando la tesi delle armi di distruzioni di massa in mano Saddam Hussein rivelatasi poi infondata, ma che intanto porto' al conflitto con l'Iraq.

Anche la vedova del senatore John McCain, Cindy, votera' per il candidato democratico, e altri sono tentati. L'ex vicepresidente lo sa e pensa alla nascita di una coalizione 'Republicans for Biden' che potrebbe dargli una spinta decisiva verso la vittoria. Tra gli indecisi tantissimi nomi noti come gli ex speaker della Camera John Boehner e Paul Ryan, l'ex segretario di stato Condoleezza Rice, l'ex senatore Jeff Flake. Cresce la fronda anche in Senato, dove in molti appoggiano le critiche mosse al presidente dall'ex capo del Perntagono James Mattis e dall'ex capo dello staff della Casa Bianca John Kelly.

Tutti pero' devono fare i conti con un dato: per Gallup, che giorno per giorno monitora la popolarita' del presidente, il grado di approvazione per Trump all'interno del partito repubblicano resta al di sopra del 90%.

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