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Lobbisti in parlamento, il tema tornerà agli Stati

Il Consiglio degli Stati potrà tornare ad occuparsi della spinosa questione dell'accesso dei lobbisti al Parlamento. Immagine d'archivio.

KEYSTONE/ANTHONY ANEX

(sda-ats)

Il Consiglio degli Stati potrà tornare ad occuparsi della spinosa questione dell'accesso dei lobbisti al Parlamento. La maggioranza della Commissione delle istituzioni politiche di questa Camera si è espressa a favore di una soluzione basata sul sistema attuale.

Secondo la proposta, i parlamentari devono poter continuare a far rilasciare due tessere di accesso di lunga durata, per famigliari, collaboratori personali o persone che rappresentano interessi. Il deputato dovrà però indicare a quale di queste tre categorie appartengono e, se si tratta di lobbisti, il nome del loro datore di lavoro.

I deputati continueranno a poter accogliere anche visitatori di giornata, che non potranno però muoversi all'interno di Palazzo federale senza essere accompagnati dal parlamentare che li ospita.

Una minoranza della commissione chiede invece che i rappresentanti di interessi operanti a livello commerciale non ottengano alcun accesso procurato da deputati, bensì lo ricevano esclusivamente con l'approvazione della Delegazione amministrativa. Un'altra vuole che i parlamentari non diano più alcuna tessera di accesso ai lobbisti. Questi dovrebbero registrarsi, ottenendo così l'accesso per una sessione.

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