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Il governo britannico ha presentato un Libro Bianco in 12 punti sui principi negoziali del divorzio dall'Unione europea (foto simbolica d'archivio).

KEYSTONE/EPA/ANDY RAIN

(sda-ats)

Il governo britannico ha presentato un Libro Bianco in 12 punti sui principi negoziali del divorzio dall'Ue, il cui avvio è stato autorizzato ieri da un primo voto parlamentare.

Il testo si conferma secco: illustrandolo ai Comuni, il ministro per la Brexit, David Davis, ha ribadito l'intenzione del Regno di "riprendere il controllo delle sue leggi" e ha aggiunto che "i tempi migliori devono ancora arrivare". Delusa l'opposizione laburista, secondo cui il testo "non dice nulla" e arriva troppo tardi per "un utile dibattito".

Nella presentazione Davis ha affermato che il governo di Theresa May non ha alcuna intenzione di "buttare fuori la gente dalla Gran Bretagna". Ha così rassicurato coloro - parte del gruppo Tory incluso - che chiedevano garanzie nel dopo Brexit per i cittadini Ue già residenti nel Paese. "Abbiamo il debito morale e legale" di lasciare loro "tutti i diritti che hanno", ha insistito Davis.

Il ministro britannico ha manifestato la disponibilità e la volontà di raggiungere con Bruxelles un accordo di separazione che sia "di mutuo beneficio" e abbia "successo politicamente ed economicamente".

Ma riguardo alla possibile uscita dal mercato unico, data pressoché per scontata dalla premier May in un recente discorso strategico sulla Brexit, si è limitato a dire che il governo di Londra punta a conservare con l'Europa un'intesa commerciale "la più libera e senza attriti possibile".

Nello stesso tempo Davis ha parlato della necessità di una limitata "fase di attuazione" graduale delle intese in materia di controlli sull'immigrazione, questioni doganali e sicurezza, escludendo invece esplicitamente l'ipotesi di "un regime di transizione senza fine".

SDA-ATS

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