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Sono circa 350 le persone che hanno reso l'ultimo omaggio oggi a Losanna a Hocine Ait-Ahmed, morto il 23 dicembre scorso all'età di 89 anni, dopo lunga malattia.

Famigliari, amici, esponenti politici e autorità hanno ricordato l'eroe dell'indipendenza algerina, che viveva in esilio in Svizzera.

"Infaticabile resistente, ma anche eroe ordinario, era un uomo tanto grande quanto modesto", ha dichiarato la professoressa di filosofia Marie-Claire Caloz-Tschopp, che ha lavorato con lui, lodandone "l'intelligenza acuta e la squisita civiltà".

L'ambasciatrice svizzera in Algeria, Muriel Berset Kohen, ha espresso cordoglio alla famiglia e a tutti gli algerini che vivono in Svizzera, dicendosi riconoscente che una personalità di questo spessore vivesse nel nostro Paese.

Nato nel 1926, Ait-Ahmed, nel 1954 era stato tra i fondatori della resistenza contro l'occupazione francese e una figura di spicco della lotta che nel 1962 restituì la libertà al Paese nordafricano. Nel 1963 fondò il Fronte delle forze socialiste (Ffs), che chiedeva pluralismo politico nel suo Paese. Arrestato e condannato a morte nel 1964, evase dalla prigione di El Harrach nel 1966 e raggiunse la Svizzera.

Nel decreto con cui il presidente Bouteflika ha proclamato otto giorni di lutto nazionale per la sua morte, Hocine Ait-Ahmed è ricordato come grande combattente e tra i protagonisti "della rivoluzione del primo novembre 1954".

La sua salma verrà rimpatriata in Algeria giovedì, dove ad Algeri lo stesso giorno avrà luogo presso la sede del suo partito, il Ffs, una veglia di raccoglimento in suo onore. Il giorno seguente a Ain El Hammam, in Cabilia, avverrà l'inumazione.

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SDA-ATS