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L'uso degli scarti alimentari ancora commestibili e del cibo superfluo è la tendenza del momento. In Svizzera tedesca si punta sopratutto sul commercio mentre in Romandia si distribuisce ai bisognosi.

Tra le idee vi sono anche "frigoriferi collettivi" a disposizione di ogni cittadino.

Vendere a prezzo ridotto ciò che nei negozi non trova più un cliente è una delle possibilità per ridurre gli sprechi. In speciali punti vendita di Berna e Zurigo chiamati "Äss-Bar" vengono venduti a prezzo scontato prodotti di panetteria e pasticceria del giorno prima acquistati dalle eccedenze di panifici.

Un altro esempio è un nuovo progetto a Zurigo chiamato "Zum guten Heinrich": menu di qualità preparati con verdure superflue e deformi, serviti in recipienti riutilizzabili, verranno trasportati e venduti da maggio in giro per la città mediante una "Food Bike" (un triciclo da carico), spiega Lukas Bühler, uno dei tre fondatori.

La causa del recupero di alimentari non venduti non è nuova. Già da 15 anni vi sono organizzazioni che perseguono scopi caritatevoli come il "Tavolino Magico" che distribuiscono gratuitamente gli alimenti non venduti dai grandi distributori a persone bisognose.

Baptiste Marmier, responsabile di tale organizzazione nei cantoni di Vaud e Neuchâtel, critica le nuove iniziative che fanno pagare per diminuire la quantità degli scarti. Secondo lui questa pratica commerciale esclude i disagiati. Marmier lo definisce un circolo vizioso: "Potendo profittare finanziariamente degli scarti, non si incoraggia la riduzione delle quantità di rifiuti".

Le due aziende non fanno tuttavia grandi guadagni. L'"Äss-Bar" funziona bene e le vendite coprono le spese ma "dobbiamo vendere importanti quantità perché ne valga la pena", afferma Sandro Furnari, uno dei fondatori. I creatori di "Zum guten Heinrich" non hanno ancora un incasso. Nonostante ricevano la verdura "brutta" a prezzo scontato vi è un costo extra per la logistica: i prodotti devono essere trovati, scelti e lavorati separatamente, spiega Bühler.

Utilizzare prodotti invenduti o invendibili nel commercio può però creare problemi sanitari. Tutte le imprese che hanno attività direttamente o indirettamente legate agli alimenti sottostanno a controlli sanitari, afferma Sabine Nerlich, responsabile del servizio d'ispezione delle derrate alimentari del canton Vaud. Quindi anche le aziende che lottano contro il "foodwaste". Tocca tuttavia all'impresa stessa annunciarsi.

Oltre agli esercizi e alle organizzazioni che si impegnano contro lo spreco di alimentari vi sono anche altri progetti. Un'idea l'hanno avuta quattro studenti che a Berna hanno creato "Bern isst Bern" (Berna mangia Berna). Nel quartiere Lorraine sono recentemente stati posizionati tre "frigoriferi collettivi". Chiunque può depositare prodotti che ha a casa e che non usa oppure prendere ciò di cui ha bisogno in quel momento.

A Lucerna l'associazione "Neugarten" ha dato spunto per realizzare qualcosa di simile: le persone possono servirsi da un frigo collettivo contenente frutta e verdura che nessuno ha voluto acquistare nei negozi.

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SDA-ATS