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L'esponente della sinistra radicale Jean-Luc Mélenchon.

KEYSTONE/AP/CLAUDE PARIS

(sda-ats)

Siparietto anti-Ue di Jean-Luc-Mélenchon nel giorno del suo esordio all'Assemblea Nazionale di Parigi.

Dopo il voto di domenica, il leader della gauche alternativa (La France Insoumise) è entrato per la prima volta insieme ai compagni di partito nell'edificio neoclassico del Palais Bourbon.

Una volta nell'emiciclo, colui che è stato europarlamentare dal 2009 scopre che accanto al tricolore francese c'è la bandiera europea. Rivolgendosi ai compagni, davanti alla telecamera di LCP, non sembra capacitarsi di quella visione. "Francamente, dobbiamo sopportare questa cosa qui? - dice volgendo lo sguardo alla bandiera dell'Europa - Aspettate, questa è la Repubblica francese, non è la Vergine Maria". Un riferimento, secondo le ricostruzioni dei media, alla teoria secondo cui le dodici stelle nasconderebbero un riferimento mariano.

E ancora: "Questa roba non è costituzionale. L'avevano messo nel progetto di costituzione, sai, la bandiera dell'Europa". Euroscetticismo che paradossalmente lo accomuna alla sua più acerrima rivale di estrema destra Marine Le Pen (Front National). Del resto, durante la campagna dell'Eliseo, lei stessa si mostrò allergica alla bandiera dell'Unione. Intervistata su TF1, pretese che la produzione la ritirasse dallo studio televisivo in cui era invitata. Come dire: "O io o la bandiera". Sui social network impazzano commenti più o meno ironici sullo show anti-Ue di Mélenchon, lo stesso che per otto anni ha condotto le sue battaglie dal Parlamento europeo.

Prima di scagliarsi contro il simbolo dell'Europa, l'uomo che durante la campagna presidenziale propose di far uscire la Francia dall'Ue per farla entrare nell'unione bolivariana, posava per i fotografi con il pugno chiuso al grido di "Resistenza!".

SDA-ATS