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Macedonia: Ue dichiari fallimento Grecia

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 ottobre 2011 - 13:25
(Keystone-ATS)

Mentre tutti sono impegnati a evitare la bancarotta della Grecia, la Macedonia - che ha con Atene un lungo contenzioso sul nome - ha chiesto al contrario all'Ue di sancire il fallimento di Atene, una decisione che per Skopje stabilizzerebbe i mercati e porrebbe fine all'incertezza nella regione balcanica.

"La Grecia è in un caos enorme...ed è evidente come l'Europa non sia riuscita finora a trovare una adeguata soluzione", ha detto il vicepremier Zoran Stavreski, che ha l'incarico anche di ministro delle finanze. A causa di scioperi indetti dal personale greco delle dogane, numerosi valichi di frontiera fra Grecia e Macedonia sono in questi giorni nuovamente chiusi al traffico.

Stavreski ha sottolineato che la Macedonia, a causa di tali ripetuti scioperi, subisce forti perdite economiche "che nessuno rimborserà". La dichiarazione di bancarotta della Grecia, ha detto, avrebbe effetti benefici per la stabilizzazione dei mercati e porrebbe fine all'incertezza che regna nella regione. Il vicepremier ha precisato che, a causa degli scioperi dei doganieri ellenici, quest'anno la frontiera fra Macedonia e Grecia è rimasta chiusa complessivamente per 80 giorni con perdite per l'economia macedone di circa 15 milioni di euro.

La Grecia blocca da anni il cammino della Macedonia verso l'integrazione europea contestando il nome della ex repubblica jugoslava. Per Atene infatti il termine 'Macedonia' appartiene esclusivamente al patrimonio storico e culturale greco. Skopje ha dal 2005 lo status di paese candidato alla Ue ma il negoziato di adesione non è mai cominciato per l'opposizione della Grecia.

L'opera di mediazione dell'Onu non ha portato finora ad alcun risultato. Dal 1993 la Macedonia, sempre per il blocco di Atene, fa parte delle Nazioni Unite con il nome provvisorio di Fyrom, che sta per Former yugoslavian republic of Macedonia.

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