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Emmanuel Macron

Keystone/AP/CHRISTOPHE ENA

(sda-ats)

Emmanuel Macron allunga nei sondaggi - 62% contro il 38% di Le Pen - mentre la campagna elettorale si conclude fra accuse reciproche, tensioni e minacce.

L'ultima uscita per entrambi i candidati è stata in due importanti cattedrali: Rodez per il leader di 'En Marche!', Reims per la candidata del Front National (Fn).

Marine Le Pen, però, non gradita al sindaco e a centinaia di persone che hanno saputo in extremis della visita a sorpresa, ha dovuto essere evacuata da un'uscita posteriore della cattedrale per evitare guai.

Il dibattito tv di mercoledì ha rappresentato una svolta negativa per la leader frontista, criticatissima anche dai suoi. Da quel momento, oltre a perdere 3 punti nelle intenzioni di voto, ha smarrito il filo conduttore della campagna. Accuse a Macron di avere un conto alle Bahamas ('fake-news', a quanto pare, con origini russe) con conseguente denuncia per diffamazione, proclami di "vittoria a portata di mano" con invito a "non dare retta ai media", immediatamente dopo quasi un'ammissione di sconfitta: "Anche se perdo, abbiamo cambiato tutto".

A Reims, momenti di tensione e ancora lanci di uova già all'arrivo della Le Pen con il suo premier designato, Nicolas Dupont-Aignan. Protetta dalla polizia, la candidata è riuscita ad entrare nella cattedrale ma poi - con 300 giovani che la aspettavano fuori, in gran parte dimostranti della 'France Insoumise' di Jean-Luc Melenchon - la sicurezza ha preferito farla uscire da una porticina posteriore. Da lì si è infilata in auto ed ha twittato: "I sostenitori di Macron agiscono con violenza ovunque, anche alla cattedrale di Reims, un luogo simbolico e sacro. Nessuna dignità".

In mattinata, su un altro luogo simbolico, la Tour Eiffel, i militanti di Greenpeace avevano srotolato uno dei loro grandi striscioni, con il motto della République 'Liberté, Egalité, Fraternité' in chiave anti-Le Pen. L'impressione è che con il passare delle ore l'allarme e la preoccupazione nel Paese per l'eventuale arrivo al potere di Marine Le Pen abbia spinto molti a passare all'azione. Fra questi, i sostenitori di Melenchon che, rispetto ad alcuni giorni fa, dichiarano ora in maggioranza (54%, il 10% in più rispetto alla settimana scorsa) di voler andare a votare per il leader di 'En Marche!'.

Fra le altre prese di posizione pubbliche, quella di François Hollande, che ha esortato "a non mettere l'arma nucleare nella mani di chiunque" e l'iniziativa di Bernard-Henry Levy, che ha riunito dirigenti di sinistra e di destra - fra i quali Manuel Valls e Ségolène Royal - per un evento "contro il Fn e contro l'astensione".

Nello staff di Macron, atmosfera al contrario calma e raccolta. Visita tranquilla alla cattedrale di Rodez, vicino a Tolosa, per il centrista, che ha passeggiato e risposto - senza concessioni - ad alcuni sindacalisti che protestavano contro il suo progetto di riforma del diritto del lavoro. In casa del leader di 'En Marche!', bando alla scaramanzia: è lanciatissimo il totoministri, anche per il sondaggio che, per la prima volta, dà oggi vincente anche alle politiche di giugno la neonata 'maggioranza presidenziale' di Macron.

E all'approssimarsi del silenzio elettorale di domani, è tornato a manifestarsi il pericolo terrorista. In giornata, è stato arrestato ad Evreux, un centinaio di chilometri a nord di Parigi, un ex militare, 34 anni, pedinato da tempo in quanto islamista radicalizzato. Si trovava in auto nei pressi di una base militare, aveva con sé drappi inneggianti all'Isis e aveva nascosto poco distante un fucile a pompa.

In serata, l'appello dell'Isis ai 'lupi solitari', esortati a uccidere "i candidati" e "il personale nei seggi" nell'ultimo numero del magazine dello Stato islamico 'Rumiyah', pubblicato online alla vigilia del voto. Cinquantamila, come per il primo turno, gendarmi, poliziotti e militari del dispositivo 'Sentinelle' che saranno dislocati domenica attorno ai seggi.

Alle urne del ballottaggio, per la prima volta, potrebbero recarsi meno elettori rispetto a quelli che si mobilitarono per il primo turno di due settimane fa: un elettore su 4, stando ai sondaggi, boicotterebbe le urne in una domenica al centro di un succulento ponte festivo (lunedì si celebra la vittoria alleata sui nazisti). Il meteo, che prevede freddo e pioggia per tutto il fine settimana, per una volta dovrebbe rassicurare chi spera che gli elettori non disertino le urne.

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SDA-ATS