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Marine Le Pen e Emmanuel Macron

KEYSTONE/AP AFP POOL/ERIC FEFERBERG

(sda-ats)

Macron-Le Pen, il dibattito tv fra i due contendenti per l'Eliseo diventa subito scontro: è stata Marine Le Pen ad aprire le ostilità alle prime parole.

Emmanuel Macron ha capito all'istante che non era il caso di andare per il sottile e l'appuntamento per approfondire e confrontare i programmi è sembrato a tratti una rissa da talk-show.

"Lei ha la freddezza del banchiere d'affari", ha esordito Marine Le Pen, "è il candidato della mondializzazione selvaggia", con un "sorriso da passaporto" e argomenti "vergognosi".

"Non avevo dubbi, lei signora Le Pen è la candidata dello spirito di 'finesse' - ha subito replicato Emmanuel Macron ribattendo colpo su colpo - vedremo se i francesi vogliono il vostro spirito di sconfitta di fronte alla mondializzazione, alla lotta al terrorismo" o "il nostro spirito di conquista".

"Lei - ha continuato duro Macron - è l'ereditiera di un nome, di un partito politico, di un sistema che prospera sulla rabbia dei francesi da tanti e tanti anni. Da 40 anni, noi abbiamo in questo Paese dei Le Pen candidati alle presidenziali. Di fronte a questo spirito di sconfitta, io sono portatore dello spirito di conquista francese: la Francia ha sempre avuto successo nel mondo, la sua lingua si parla in tutti i continenti. A fare la sua forza è la capacità di irradiare".

Entrando nei temi di fondo, i due contendenti, apparsi molto tesi e determinati, non hanno mai abbassato i toni. Al contrario, parlando di disoccupazione, di crisi dell'industria, di potere d'acquisto, hanno spesso costretto i due giornalisti moderatori ad intervenire per evitare che le voci si sovrapponessero.

Evidentemente molto più a suo agio con i temi economici, fiscali e di politica industriale, Macron ha bacchettato in continuazione le osservazioni della Le Pen. "Se lei ha la ricetta contro la disoccupazione - ha detto Marine Le Pen - perché non l'ha suggerita a François Hollande? E se invece non ce l'ha, perché si è candidato? Lei non dovrebbe essere candidato". "Lei non propone niente - ha risposto Macron - i francesi meritano meglio di quello che sta dicendo lei, meritano la verità".

Entrando nel merito della vendita dell'operatore di telefonia SFR, Macron è salito di nuovo in cattedra riprendendo l'avversaria: "cerchi, cerchi fra le sue carte, sta leggendo qualcosa che non corrisponde a quello di cui sta parlando. E' triste, sta dimostrando la sua impreparazione". Marine Le Pen ha incassato, poi ha reagito: "non giochi con me a professore e allieva", ma ha accusato il colpo.

La crisi sociale, il malessere dei francesi, il carico fiscale, la moneta unica, sono subito entrati di prepotenza nel dibattito, anche se i due candidati hanno quasi sempre privilegiato l'attacco all'avversario: "lei vuole distruggere il diritto del lavoro, vuole la precarizzazione generalizzata", ha attaccato Le Pen alludendo al progetto di riforma che figura nel programma dell'avversario: "io sono la candidata del potere d'acquisto, lei è il candidato del potere di acquistare la Francia".

Scendendo nei particolari della sua proposta, in particolare quella di "liberare le imprese" dando la possibilità di negoziare azienda per azienda gli accordi sulla durata del lavoro, Macron ha risposto che "l'economia francese ha bisogno di consentire ad alcune imprese di esistere di fronte alle grandi società".

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SDA-ATS