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È una tragedia che ha lasciato sbigottiti perfino investigatori incalliti e magistrati di lungo corso quella che si è consumata sabato notte in una villa a Motta Visconti (Milano) dove un uomo, ora sottoposto a fermo, ha ucciso la moglie e i suoi due figli sgozzandoli senza pietà. Lei dopo aver fatto l'amore, i due piccoli nel sonno, in mezz'ora definita "di evidente follia ma lucida".

Un orrore che sarebbe stato abbastanza sconvolgente anche senza un ancor più raccapricciante finale: dopo la mattanza l'uomo è andato in un pub con un amico a vedere la partita dell'Italia, esultando per i gol come se niente fosse.

Cosa abbia spinto davvero CarloL. informatico di 31 anni, a commettere questa strage, a sterminare la sua famiglia, Cristina O. funzionaria assicuratrice di 38 anni, la figlia Giulia di 5 anni e Gabriele, il fratellino di appena 20 mesi, non è ancora del tutto chiaro.

Secondo i carabinieri, che lo hanno prima sentito e poi interrogato per ore, avrebbe agito sotto la spinta di una passione morbosa per una collega, che lo respingeva facendo forse montare in lui la sensazione che la sua stessa famiglia fosse un peso, che il suo stato civile di uomo sposato si frapponesse tra lui e la felicità.

Fatto sta che l'uomo, che sulle prime aveva inscenato una sanguinosa rapina e aveva dato l'allarme al 118 rientrando a casa, intorno alle 2, alla fine è crollato nel momento in cui gli investigatori dell'Arma gli hanno contestato la sua passione per un'altra donna. Una giovane collega arrivata da pochi mesi nella multinazionale di Assago (Milano) dove lui lavorava e che a mettersi con un uomo non libero (lei che era fidanzata e appena andata a convivere) non ci pensava proprio.

Così, dopo aver creduto di essere riuscito a depistare le indagini, ed essere anche tornato a casa per cambiarsi e riposare, è stato richiamato in caserma e si è trovato sotto torchio.

SDA-ATS