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Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) presenterà un nuovo atto d'accusa nella vicenda della mafia georgiana. A causa delle durata dell'inchiesta penale, due imputati sono stati rimessi in libertà: da troppo tempo attendevano in carcere di venir processati.

Come aveva spiegato il Tribunale penale federale (TPF) nella sua sentenza del 18 dicembre, diversi errori erano stati compiuti in fase di traduzione degli atti e già nel settembre 2013 un lavoro di traduzione ritenuto insufficiente aveva portato all'annullamento della prima condanna dei Georgiani.

Il Tribunale federale aveva allora accettato i ricorsi dei due imputati, condannati a 78 e 90 mesi di carcere dal TPF. Entrambi sono stati di recente rilasciati, ha indicato oggi all'ats il MPC, commentando una notizia di "Le Temps".

I due Georgiani, arrestati nel 2010, ritenuti membri dell'organizzazione mafiosa "Vory v Zakone" (letteralmente "ladri nella legge"), sono accusati di diversi reati, in particolare di partecipazione a organizzazione criminale, furto in banda, violazione di domicilio e riciclaggio aggravato. L'inchiesta ha riguardato 35 persone, ricorda il MPC: 19 di esse sono ancora oggetto di un'indagine penale o di un mandato di arresto. Le altre sono state prosciolte, sospese, delegate a un Cantone o condannate a pene di sei mesi di carcere.

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SDA-ATS