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Maggioranza di Svizzeri insoddisfatta da libera circolazione

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 febbraio 2012 - 15:04
(Keystone-ATS)

Una maggioranza di Svizzeri è insoddisfatta dell'accordo sulla libera circolazione delle persone con l'Unione europea (UE). Stando a un sondaggio di Vimentis, in questo schieramento la maggior parte chiede di rinegoziare il trattato.

Secondo i dati presentati stamani a Berna, il 43% degli Svizzeri vorrebbe rinegoziare l'accordo, il 36% mantenerlo, il 16% disdirlo, mentre il 5% non esprime un'opinione. Per gli autori del sondaggio, il margine di errore è di più o meno 4 punti.

La proporzione delle persone favorevoli allo statu quo è particolarmente ridotta a Ginevra, nel Ticino e a Svitto, dove si registra il maggior numero di insoddisfatti. La parte degli interrogati favorevoli all'accordo aumenta con l'età, il reddito e il livello di studio. Gli elettori dell'UDC sono il 39% a chiedere una disdetta, contro il 4%-6% degli elettori degli altri partiti governativi.

Il sondaggio online, effettuato dal 5 al 30 dicembre, riguarda anche altri temi. Così, il 74% degli Svizzeri sarebbe favorevole al divieto del burqa e l'89% al fatto che gli stranieri che intendono stabilirsi in Svizzera siano tenuti a imparare la lingua della regione.

Il 69% degli interrogati è favorevole all'abbandono del nucleare (52% a termine, il 17% immediatamente), contro il 43% nel 2008 (35% e 8%). La parte di persone disposta a pagare una tassa sull'elettricità è invece salita dal 15% al 39%. Per quanto riguarda i trasporti, il 71% degli Svizzeri vuole maggiori investimenti, il 59% privilegia l'infrastruttura ferroviaria e il 30% la strada.

In generale, il 48% è scontento o piuttosto insoddisfatto della politica, contro il 44% che esprime un'opinione diversa. I più critici sono gli elettori dei Verdi e dell'UDC, mentre quelli di PPD, PLR, Verdi liberali e PBD sono alquanto "mansueti". I socialisti sono divisi.

Infine, in testa alle preoccupazioni figurano la povertà, la sicurezza sociale e l'inuguaglianza dei redditi (24%). Seguono la politica degli stranieri e la migrazione (20% entrambi).

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