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La maggioranza degli svizzeri vede prevalentemente dei vantaggi negli accordi bilaterali con l'Unione europea. È quanto emerge da un sondaggio dell'istituto gfs.bern pubblicato dalla "NZZ am Sonntag".

I ticinesi e i romandi si mostrano più critici rispetto agli svizzerotedeschi.

Secondo l'inchiesta effettuata su mandato di Interpharma e pubblicata dal domenicale zurighese il 55% degli interrogati vede "unicamente vantaggi" o "piuttosto dei vantaggi" nel mantenimento degli accordi bilaterali. La parte di quelli che vedono "unicamente svantaggi" o "piuttosto degli svantaggi" ammonta al 23%, mentre il 16% vede "vantaggi e svantaggi" e il 6% "né vantaggi, né svantaggi".

L'istituto di Claude Longchamp ha interpellato telefonicamente in febbraio circa 2500 cittadini. Il giornale non indica la natura esatta delle domande né il margine d'errore previsto.

Il sondaggio rileva notevoli differenze regionali. I ticinesi sono i più negativi: solo il 24% vede i bilaterali in modo positivo, contro il 39% dei giudizi negativi riscontrati. Seguono i romandi: il 48% sostiene gli accordi, mentre il 19% li giudica nocivi. Tra gli svizzerotedeschi il 59% vede dei vantaggi negli accordi bilaterali contro il 23% che ne vede più che altro gli svantaggi.

Ci sono differenze anche a seconda delle fasce d'età degli interrogati: gli accordi sono visti in maniera più critica dalle persone che hanno meno di 50 anni.

Dopo il "sì" all'iniziativa dell'UDC contro l'immigrazione di massa a febbraio del 2014, numerosi sondaggi hanno tentato di rilevare come gli svizzeri vogliono far applicare il testo. Visti i risultati di quest'ultima inchiesta, l'esperto Claude Longchamp, citato dal domenicale, prevede che una soluzione che comprende una clausola di salvaguardia avrebbe delle buone chance tra la popolazione.

Tra gli interrogati infatti il 67% dice di sostenere "un'applicazione flessibile del freno all'immigrazione", includendo una clausola di salvaguardia. "Si tratta per il momento della proposta più solida, concreta e accettabile", sottolinea Longchamp. "Una soluzione di questo tipo privilegerebbe una formula complessa per frenare l'immigrazione favorendo l'economia", commenta.

Secondo questo sondaggio il 32% degli svizzeri si dice d'accordo con un'applicazione letterale del testo dell'UDC, mentre il 59% respinge quest'idea. Quanto alla possibilità di votare ancora una volta su questo oggetto il 43% degli svizzeri accetterebbe, contro il 52% che non sarebbe d'accordo. Secondo Longchamp, in caso di nuova votazione, lo scrutinio sarebbe nuovamente molto serrato.

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SDA-ATS