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Magro bilancio dell'Organizzazione svizzeri all'estero

Bilancio"magro e deprimente" dell'Organizzazione degli svizzeri all'estero (OSE). KEYSTONE/ANTHONY ANEX sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 31 ottobre 2019 - 10:14
(Keystone-ATS)

L'Organizzazione degli svizzeri all'estero (OSE) che tutela gli interessi di 760'000 cittadini fuori dai confini, tira un bilancio "magro e deprimente" delle elezioni federali: bassa partecipazione e nessun eletto.

In assenza del voto elettronico "nei quattro cantoni che (nel 2015 ndr) lo hanno utilizzato, la partecipazione è calata drasticamente, di quasi un terzo", deplora Ariane Rustichelli, direttrice dell'OSE in un'intervista pubblicata oggi dal quotidiano romando "Le Temps". "Anche nei dodici cantoni che contano separatamente i voti degli svizzeri all'estero la partecipazione ha subito in calo, fino al 10%.

Secondo Rustichelli, questa disaffezione deve essere interpretata "come una certa insoddisfazione per una situazione che non va avanti, peggiora". "Abbiamo bisogno del voto elettronico per consentire agli svizzeri all'estero di esercitare i loro diritti politici", ribadisce.

Rustichelli aggiunge che, "spesso" e "contrariamente alla credenza popolare", anche i cittadini elvetici residenti nei Paesi confinanti non possono votare. "Nella Germania settentrionale, nella Francia meridionale, nel sud della Francia, nell'Italia meridionale e altrove, la documentazione scritta arriva spesso troppo tardi.

Su più di 70 svizzeri all'estero in corsa per un seggio al Parlamento federale nessuno di loro l'ha spuntata. "Questa è la seconda ragione della nostra delusione", spiega la direttrice dell'OSE. "E' vero che l'elezione nel 2015 di Tim Guldimann è stata del tutto eccezionale", dovuta soprattutto alla sua notorietà.

Riguardo la controversia sollevata dall'UDC, che accusava l'OSE di averla svantaggiata raccomandando candidati di altri partiti ma non dei suoi prima delle elezioni del 20 ottobre, Rustichelli respinge le critiche. "Avremmo potuto arrivare a una lista di 20 parlamentari", ma "ci sarebbero stati pochissimi UDC e pochi PLR", continua. Per rispettare tutte le sensibilità, "abbiamo quindi pubblicato (sul sito web, ndr) i profili dei tre parlamentari più attenti alla nostra causa per ognuno dei sette maggiori partiti, ".

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