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Maldive: scontri polizia-sostenitori presidente Nasheed

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 febbraio 2012 - 21:21
(Keystone-ATS)

Le Maldive scivolano verso il caos, non solo la capitale Malè, e cresce la preoccupazione per le centinaia di migliaia di turisti che popolano in questo periodo i paradisiaci atolli dell'arcipelago.

A 24 ore dal colpo di Stato che lo ha costretto alle dimissioni, il presidente Mohamed Nasheed, detto anche 'il Mandela delle Maldive', è tornato in piazza alla testa di migliaia di membri del Partito democratico (Mdp), chiedendo le dimissioni del suo successore ed ex vice, Mohamed Waheed Hassan, e "lo svolgimento immediato di nuove elezioni". Poi sono scoppiati gli scontri con la polizia, con decine di feriti tra i dimostranti.

E la tensione è esplosa anche in alcuni atolli dell'arcipelago, con assalti alle caserme ed ai commissariati: 250 detenuti del carcere su un'isola nei pressi della capitale si sono scontrati con le guardie carcerarie. Mentre non è stata confermata la morte di una donna negli scontri odierni.

A Malè, dopo aver arringato i militanti, Nasheed si è messo alla testa di un corteo che nella centrale Republic Square si è scontrato con la polizia, che ha risposto con gas lacrimogeni e sfollagente al lancio di pietre e bombe molotov.

Lo stesso Nasheed, hanno riferito testimoni oculari, è rimasto ferito al capo, insieme ad altre decine di seguaci, ed è stato ricoverato brevemente in ospedale.

Secondo il sindaco della capitale, Abdulla Sodig, i turisti sono in pericolo, perché "in molte isole la gente si sta rivoltando contro la polizia, assaltando le stazioni. Naturalmente questo crea situazioni di pericolo".

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