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Mali: integralisti distruggono mausolei di Timbuctù

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 giugno 2012 - 20:47
(Keystone-ATS)

Torna la violenza religiosa nel nord del Mali ad opera del gruppo integralista islamico estremista Ansar Dine, che controlla militarmente l'area in aperta opposizione al governo di Bamako. Stavolta sotto i colpi dell'intolleranza non sono cadute persone ma preziose testimonianze culturali: alcuni dei 16 Mausolei dei santi musulmani della mitica città di Timbuctù, risalenti alla prima ondata dell'islamizzazione dell'Africa, riconosciuti dall'Unesco come Patrimonio dell'umanità fin dal 1988, insieme alle tre moschee medievali della città simbolo del Sahel.

A scatenare la furia dei fondamentalisti è stata proprio una decisione dell'agenzia Onu, che ieri ha deciso di inserire la celebre città del Sahel nella lista dei patrimoni dell'umanità in pericolo, proprio a causa del conflitto in corso nella regione. Una sgradita ingerenza nelle vicende interne, secondo Ansar Dine, che per ritorsione ha deciso di distruggere sistematicamente i Mausolei.

Il primo a cadere è stato quello di Sidi Mahmoud, nel nord della città, già profanato e parzialmente bruciato in maggio, perché il suo culto è considerato dagli estremisti "contrario alla sharia". Gli assalitori - hanno raccontato testimoni all'agenzia France Presse - erano circa una trentina, e hanno attaccato l'edificio a colpi di piccone, zappa e scalpello, al grido di "Allah akbar!", "Allah è grande" in arabo. La stessa sorte è poi toccata, nel giro di poche ore, ad altri due Mausolei, quelli di Sidi Moctar e Alpha Moya, come confermato da numerosi abitanti della città, tra cui un imam.

I guerriglieri di Ansar Dine non sembrano però volersi fermare qui. "Distruggeremo tutti i mausolei della città. Tutti senza eccezione", ha affermato il portavoce del gruppo integralista, Sanda Ould Boumama, raggiunto telefonicamente da alcuni giornalisti francesi da Bamako. Parole che, sempre secondo i testimoni degli attacchi, sarebbero state ribadite dai miliziani: "hanno detto che visto che l'Unesco vuole immischiarsi dei fatti loro, mostreranno di cosa sono capaci".

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