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Mali: libera donna svizzera ostaggio da 15 aprile

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 aprile 2012 - 16:48
(Keystone-ATS)

La donna, di nazionalità svizzera, rapita il 15 aprile scorso a Timbuktu, nel nord del Mali, da oggi è libera. Lo indica il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) in un comunicato.

L'ex ostaggio è stato consegnato oggi a una rappresentante del DFAE dal gruppo che lo deteneva. La donna è stata trasferita in luogo sicuro. Le sue condizioni di salute, tenuto conto delle circostanze, sono buone, scrive il DFAE.

La liberazione, avvenuta nella stessa regione in cui era era stato registrato il sequestro, è stata constatata anche da un giornalista dell'agenzia di stampa francese Afp sul posto. Arrivata a bordo di un furgoncino, la donna sarebbe salita su un elicottero partito in mattinata dal Burkina Faso per recuperarla.

Nella nota il DFAE non precisa le condizioni della liberazione, ma ringrazia "tutte le persone e le autorità che hanno operato in vista della liberazione della cittadina svizzera, in particolare le autorità del Mali e del Burkina Faso".

Il capo del DFAE, Didier Burkhalter, ha espresso il proprio "sollievo" per l'esito positivo della vicenda.

Quarant'anni, residente da tempo a Timbuktu, l'ostaggio, una cristiana molto impegnata in attività sociali, aveva rifiutato di lasciare la città dopo la sua caduta, lo scorso primo aprile, nelle mani del movimento Ansar Dine, appoggiato da elementi di Al Qaida nel Maghreb islamico (Aqmi).

In un primo tempo i rapitori avevano portato l'ostaggio a una decina di chilometri di distanza, ma il giorno dopo erano stati sopraffatti da elementi armati del gruppo Ansar Dine, padroni della zona, e hanno abbandonato la donna, stando al racconto di fonti locali citate domenica dall'Afp. Ansar Dine si era detto disposto a liberarla, hanno aggiunto le fonti.

Il DFAE ieri ha indicato che era in contatto con il gruppo dove si trovava la donna.

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