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Continua senza sosta la missione di guerra francese in Mali: per il terzo giorno, raid a ripetizione, con l'entrata in scena anche di quattro caccia Rafale, partiti dalla Francia e immediatamente operativi nel nord-est (a Kidal) e nel nord (a Gao). Per il ministro degli Esteri, Laurent Fabius, bloccare l'avanzata degli islamici è ormai "cosa fatta".

Sono in arrivo in serata i primi ufficiali della forza della Ecowas, che organizzeranno l'arrivo delle truppe africane incaricate, con l'avallo Onu, di scalzare gli uomini di al Qaida insediati da nove mesi nel nord del paese. Oggi, anche il Togo ha annunciato che 500 suoi soldati faranno parte di questa forza. A Parigi, il dispositivo antiterrorismo Vigipirate annunciato ieri sera dal presidente François Hollande, è stato reso immediatamente operativo sul terreno dal primo ministro, Jean-Marc Ayrault.

"Ci sono raid continui - ha riferito il ministro della Difesa Jean-Yves Le Drian - ce ne sono oggi, ce ne sono stati la notte scorsa, ce ne saranno domani". Sarebbero decine i morti, fra i quali uno dei leader islamici, ma fonti vicine all'Eliseo avvertono che i francesi si trovano di fronte a gruppi "ben equipaggiati, ben armati e ben addestrati", dotati di "materiale moderno, sofisticato". Tanto da poter, come ieri, "danneggiare un elicottero e colpire mortalmente il pilota". Nonostante questo, l'avanzata delle truppe islamiche è stata "bloccata", ha detto il ministro Fabius, più ottimista del collega della Difesa, Jean-Yves Le Drian, che stamattina aveva parlato di un'avanzata "non completamente impedita". Fabius si è anche rallegrato per l'autorizzazione dell'Algeria al sorvolo del proprio territorio da parte degli aerei francesi. Gli apparecchi hanno distrutto basi della jihad a Gao, nel nord, costringendo i combattenti ad evacuare la città.

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SDA-ATS