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Malik Bendjelloul, il 36enne regista svedese che l'anno scorso aveva vinto un Oscar per il documentario "Searching for Sugar Man", si è ucciso. Lo ha detto il fratello ai media americani precisando che Malik soffriva di depressione.

Il cineasta è stato trovato morto a Stoccolma, la città dove abitava e lavorava. Praticamente privo di esperienza cinematografica quando aveva cominciato a girare "Sugar Man", Bendjellul aveva raggiunto la fama per il film dedicato a Sixto Rodriguez, un cantautore di Detroit sconosciuto in patria, ma che, senza saperlo, era diventato celebre in altre parti del mondo.

Ritirando l'Oscar, Malik aveva reso omaggio al suo genio musicale definendolo "il miglior cantante di tutti i tempi". Bendjellul aveva prodotto da sé il film e lo aveva montato nel suo appartamento di Stoccolma.

Rodriguez, cantautore e chitarrista di Detroit, aveva inciso due album folk-rock negli anni Settanta, ma era scomparso dalla scena musicale americana, vittima di una mediocre pubblicità e di una crisi nelle vendite. Per decenni Sixto aveva mantenuto se stesso e le tre figlie facendo umili lavori manuali e senza sapere che la sua musica di protesta aveva avuto una eco inaspettata nel Sud Africa che usciva dal regime dell'apartheid.

SDA-ATS