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VARSAVIA - Si è aggravata la situazione nella Polonia devastata dalle alluvioni, che in cinque giorni hanno provocato la morte di almeno 12 persone e invaso diverse città fra cui Varsavia.
Nella capitale il livello della Vistola ha raggiunto i 7,80 metri, un record da 60 anni, e il fiume potrebbe rompere gli argini. Non si escludono le evacuazioni dei quartieri Wilanow w Mokotow basso, dove vivono oltre 200mila persone. Ieri sera la sindaca Hanna Gronkiewicz-Waltz ha annunciato la chiusura da domani di un centinaio di scuole nei quartieri sul lungo fiume.
Nel primo pomeriggio a Breslavia, nel sud ovest del Paese, l'acqua dello Sleza, un affluente dell'Oder, ha rotto gli argini e in pochi minuti ha inondato il quartiere Kozanow, la stessa zona che venne allagata durante il maltempo del 1997. Sempre nel sud-ovest, una diga ha ceduto a Wroclaw, città di 630mila abitanti, allagando un quartiere di abitazioni. A Cracovia sono crollate decine di case a causa delle frane provocate dall'acqua. Grave la situazione lungo la Vistola dove a Sandomierz da tre giorni è allagato un quartiere con migliaia di persone sgomberate.
Il premier Donald Tusk ha detto che la situazione potrebbe peggiorare, in particolare nel sud del Paese, in vista di nuove piogge torrenziali. Tusk, accompagnato dal presidente del Sejm (la camera bassa del parlamento), Bronislaw Komorowski, facente funzioni del capo dello stato, ha visitato la diga di Woclawek che dovrebbe salvare dall'acqua alta della Vistola le zone nord del Paese. Per il ministro degli esteri Radoslaw Sikorski i danni subiti dalla Polonia hanno già superato i due miliardi di euro ovvero lo 0,6 del Pil aprendo la strada alla richiesta degli aiuti del Fondo di solidarietà dell'Unione europea.
L'ex premier Jaroslaw Kaczynski, candidato alla carica di capo dello Stato, ha esaltato il valore della solidarietà come "la grande forza che unisce i polacchi".

SDA-ATS