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Manor, Migros, Coop: da gennaio stop totale borse plastica gratis

Manor, Migros e Coop dall'inizio dell'anno prossimo estendono dai negozi di alimentari a quelli specializzati dei rispettivi gruppi l'obbligo di pagare i sacchetti di plastica. KEYSTONE/WALTER BIERI sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 23 ottobre 2019 - 17:04
(Keystone-ATS)

Manor, Migros e Coop dall'inizio dell'anno prossimo estendono dai negozi di alimentari a quelli specializzati dei rispettivi gruppi l'obbligo di pagare i sacchetti di plastica. A seconda della grandezza della borsetta, l'obolo dovrebbe essere fra 5 e 50 centesimi.

Queste misure si basano sulla decisione presa dal ramo del commercio al dettaglio di estendere l'attuale accordo di settore, in vigore dal 2016 e relativo ai sacchetti di plastica usa e getta, anche a quelli riutilizzabili. Da Manor, Coop e Migros la misura entra in vigore del primo di gennaio, per le altre imprese dell'accordo settoriale sarà attuata entro il termine ufficiale del 31 dicembre del 2020. In una nota odierna, Manor precisa che rinuncerà anche alle borse in carta gratis nel settore Non Food.

La fornitura gratuita sarà comunque possibile laddove i sacchetti di plastica sono necessari per motivi igienici o sono utilizzati come imballaggio primario nelle vendite di prodotti non confezionati (ad esempio per frutta e verdura).

La tassa sui sacchetti monouso in plastica alle casse dei supermercati ha portato a una forte riduzione del loro utilizzo, affermano Migros e Coop in due comunicati odierni distinti. Il calo è stato rispettivamente dell'85% e dell'83%. Coop riesce così ad esempio a fare a meno ogni anno di 850 tonnellate di plastica nuova.

Ora lo stesso approccio sarà adottato dai negozi specializzati dei due grandi dettaglianti. Per Migros questo varrà nei punti vendita SportXX, Melectronics, Do It + Garden, Micasa, Ex Libris e Digitec Galaxus, come pure nei take away. Presso Coop l'iniziativa interessa Coop Edile+Hobby, Coop City, Interdiscount, Fust, Coop Vitality e Import Parfumerie.

Dal canto loro, la Swiss Retail Federation (dettaglianti di taglia media) e la Comunità d'interessi commercio al dettaglio Svizzera, che riuniscono circa 30 aziende, dal 2016 al 2018 hanno registrato un calo dell'86% del consumo di sacchetti, pari a 361'212'000 unità.

Dagmar Jenni, direttrice della Swiss Retail Federation, ha detto a Keystone-ATS che saranno le aziende stesse a decidere il prezzo dei sacchetti. L'organizzazione si aspetta che siano circa come oggi, da 20 a 30 centesimi per borsa. Coop non ha ancora fissato un prezzo, ha precisato un portavoce del gruppo. Migros, da parte sua, parla di un ventaglio tra i 5 e i 50 centesimi, a seconda delle dimensioni.

L'annuncio sulla fine dei sacchetti di plastica gratuiti arriva lo stesso giorno in cui l'organizzazione ambientalista Greenpeace ha pubblicato i risultati di una campagna di raccolta globale dei rifiuti in plastica effettuata lo scorso 21 settembre. In totale per l'"International Coastal Cleanup" oltre 70'000 volontari hanno compiuto contemporaneamente 484 operazioni in 52 paesi.

Il 43% dei 476'423 imballaggi monouso e rifiuti plastici recuperati apparteneva a Coca-Cola o a Nestlé. Come l'anno scorso nelle tre prime posizioni figurano Coca-Cola, Nestlé e Pepsico. Nella lista nera seguono Mondelez International, Unilever, Mars, P&G, Colgate-Palmolive, Phillip Morris e Perfetti Van Melle.

I volontari di Greenpeace Svizzera si sono piazzati sulle rive del Lago Lemano, a Vevey (VD), a fianco del quartier generale di Nestlé. Malgrado la passeggiata della zona sia ripulita quotidianamente, i volontari hanno raccolto 1124 oggetti di plastica in sole due ore (in media quasi 10 al minuto). In questo caso Nestlé è risultato il secondo inquinatore, con Coop al comando e Coca-Cola al terzo posto. Sono poi stati trovate molti oggetti provenienti dai principali rivenditori della grande distribuzione come Migros, Denner o Lidl.

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