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Circa 400 persone hanno partecipato oggi a Berna alla Marcia di Pasqua, una manifestazione che si tiene da oltre dieci anni nella città federale e che quest'anno era rivolta in particolare contro l'acquisto degli aerei da combattimento Gripen, su cui il popolo svizzero sarà chiamato ad esprimersi il prossimo 18 maggio.

I manifestanti hanno chiesto investimenti in una "autentica sicurezza", in ambiti come la formazione e la sanità. L'acquisto dei 22 jet svedesi non ha senso dal punto di vista della politica della sicurezza ed è irresponsabile dal punto di vista sociale, hanno sostenuto.

I dimostranti, che sono partiti dal campeggio dell'Eichholz e hanno sfilato lungo l'Aare per poi riunirsi sulla Münsterplatz nella città vecchia, hanno pure criticato la decisione di marzo del Consiglio nazionale di allentare le regole di esportazione di materiale bellico elvetico.

Come ogni anno, la manifestazione è stata promossa da varie organizzazioni, tra cui associazioni ecclesiastiche e pacifiste come il Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE) e la Dichiarazione di Berna (DB). Oltre ai temi di valenza nazionale, i dimostranti hanno deplorato la corsa agli armamenti a livello planetario.

La prima edizione della Marcia di Pasqua bernese si era tenuta nel 2003: la protesta era allora rivolta contro l'invasione americana dell'Iraq.

Le Marce di Pasqua tentano di rianimare una tradizione che in Europa è vecchia di 50 anni e che è nata in opposizione all'armamento nucleare.

SDA-ATS