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WASHINGTON - Ennesima gaffe da parte della Bp, nel giorno numero 48 del disastro ambientale nel Golfo del Messico. Già da circa 24 ore sembra che il nuovo 'tappo' stia funzionando, seppur parzialmente, visto che riesce a catturare solo la metà del petrolio che fuoriesce dal pozzo sottomarino. Ma tanto basta al capo della compagnia petrolifera, Tony Hayward, per dirsi "pleased', cioè felice del risultato appena raggiunto.
Espressione duramente censurata dall'ammiraglio Thad Allen, che ha frenato l'entusiasmo espresso dalla compagnia, prima responsabile di un disastro che sta mettendo in ginocchio intere comunità: "Stiamo facendo i giusti progressi - ha detto l'alto ufficiale che sta seguendo per conto della Casa Bianca tutte le operazioni nel Golfo -. Tuttavia penso che nessuno possa sentirsi felice sino a quando c'è petrolio in acqua".
L'ammiraglio ha riferito in tv che la macchia di petrolio che esce dal pozzo a 1.500 metri di profondità si sta estendendo a macchie di leopardo per un raggio di 200 miglia, pari a 320 km. Intanto la Cnn mostra già le mappe simulate che mostrano dove, secondo gli studiosi, il petrolio arriverà quando invaderà nelle prossime settimane l'oceano Atlantico.
Sinora, il prezzo delle operazioni di pulitura e di copertura del pozzo, s'è aggirato sui 990 milioni di dollari, con una media giornaliera che varia tra i 14 e i 30 milioni di dollari. In futuro, secondo uno studio, per concludere la pulitura del Golfo, tra mare e coste, serviranno tra gli 11 e i 17 miliardi. A questi vanno aggiunti i circa 14 miliardi che saranno necessari per risarcire i danni enormi che la marea di petrolio sta già causando all'industria della pesca e del turismo.

SDA-ATS