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NEW YORK - La Casa Bianca esige da BP la "reazione più forte possibile" al disastro ambientale di portata nazionale della marea nera. Lo hanno detto il portavoce Robert Gibbs e la ministra della sicurezza interna Janet Napolitano in un breafing. Questo mentre il governatore della Louisiana ha decretato lo stato d'emergenza.
La Napolitano ha definito la marea nera di "gravità nazionale" per gli Stati Uniti e ha indicato che gli Usa continuano a ritenere BP la "parte responsabile" e che, come tale, quella che deve finanziare i costi per il contenimento e la ripulitura della macchia di petrolio. "Continueremo a spingere per avere da BP la reazione più forte possibile", ha detto la Napolitano,
BP, che aveva in leasing la piattaforma Deepwater Horizon da Transocean, ha invece accollato alla società con sede in Svizzera la responsabilità dell'incidente. "La colpa è di Transocean, la piattaforma e la sua manutenzione erano compito loro", ha detto alla Cnn l'amministratore delegato di BP, Tony Hayward.
Da parte sua Gibbs ha dichiarato che la Casa Bianca mette a disposizione delle operazioni di contenimento della marea nera ogni risorsa, comprese le Forze Armate.
Secondo un alto funzionario dell'amministrazione Obama ci potranno volere tre mesi per fermare la perdita di petrolio che sta spargendo cinquemila barili di petrolio al giorno nel Golfo del Messico.
Secondo quanto riporta la CNN, gli esperti della National Oceanic Atmospheric Administration ritengono che alcuni tentacoli della marea nera potrebbero lambire la Louisiana già stasera.
Intanto il ministro dell'interno Ken Salazar, che si trova in Louisiana dove oggi ha incontrato i vertici delle società petrolifere che operano off-shore, ha spiegato che gli Stati Uniti hanno ordinato ispezioni su tutte le piattaforme nel Golfo del Messico.

SDA-ATS