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NEW YORK - Mentre i lunghi tentacoli di greggio color ruggine tingono di morte il Golfo del Messico dove gran parte della 'macchia nera' sarebbe concentrata nei fondali, affiorano le prime speranze. Grazie al siringone introdotto nel braccio flessibile del pozzo della British Petroleum, gli ingegneri al lavoro per arginare quella che rischia di trasformarsi nella più grande marea nera della storia sono riusciti a pompare in superficie una piccola quantità di greggio e di gas naturale.
Il segnale viene considerato positivo, proprio mentre un terzo tentativo di inserire di nuovo la siringa nel braccio flessibile è in corso, visto che il secondo, nella notte tra sabato e domenica, in realtà è fallito, perché la siringa non è rimasta a lungo inserita nel tubo.
Intanto New Orleans, la principale città dell'area, una delle capitali della musica mondiale, organizza oggi il superconcerto Gulf Aid, per sensibilizzare il mondo e raccogliere fondi per aiutare le vittime del dramma.
Contrariamente a quanto era stato indicato in un primo tempo, il siringone inserito nel braccio flessibile del pozzo della Bp ha permesso di portare in superficie una piccola quantità di greggio, e i tecnici ci stanno riprovando. Lo ha indicato a Robert, in Lousiana, il quartier generale delle operazioni di recupero dopo l'incidente alla piattaforma Deepwater Horizon, il 20 aprile con 11 operati morti, mentre un nuovo tentativo - il terzo - era in corso.
Durante la notte, hanno spiegato a Robert "alcune quantità di petrolio e di gas sono state recuperate. Il petrolio è stato stoccato a bordo del Discoverer Entreprise, la nave foratrice, a 1.500 metri dal pozzo, sulla superficie del mare, mentre il gas é stato bruciato grazie al sistema che si trova a bordo", una sorta di gigantesco accendino.

SDA-ATS