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Marea nera a Mauritius, in aiuto capelli australiani

Nei pressi dell'isola di Mauritius si è formata una marea nera di quasi 4000 tonnellate di petrolio greggio, causata da una petroliera giapponese che si è incagliata nella barriera corallina al largo della costa il 25 luglio KEYSTONE/AP sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 26 agosto 2020 - 10:27
(Keystone-ATS)

I parrucchieri australiani hanno raccolto tonnellate di capelli umani da spedire nell'isola di Mauritius per far fronte alla marea nera di quasi 4000 tonnellate di petrolio greggio.

L'incidente era stato causato da una petroliera giapponese che si è incagliata nella barriera corallina al largo della costa lo scorso 25 luglio.

I saloni di parrucchieri donano i capelli, che servono a riempire barriere galleggianti, attraverso l'ente no profit Sustainable Salons, che da anni raccoglie dai parrucchieri e ricicla capelli, sostanze chimiche e lamette e che ha destinato 10 tonnellate di capelli per l'emergenza nel paese insulare dell'Oceano Indiano.

Una ricerca scientifica dell'Università di Tecnologia di Sydney, pubblicata per coincidenza una settimana prima del disastro a Mauritius, mostra che i capelli umani sono efficaci nell'assorbire petrolio. "Le strutture della cuticola esterna, combinate con le fibre fini e la relativamente ampia area esterna ne fanno un materiale molto efficiente nel trattenere petrolio greggio", ha detto all'emittente nazionale Abc la responsabile dello studio Megan Murray, docente di risanamento ambientale.

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