Navigation

Marea Nera Scozia: Shell, restano rischi fino a riparazione

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 agosto 2011 - 15:53
(Keystone-ATS)

Per la Shell l'incubo adesso si chiama tubatura. Ovvero quella che collega la piattaforma petrolifera Gannet Alpha, 112 miglia a est di Aberdeen, ai fondali del mare del Nord dove si trova il pozzo di estrazione vero e proprio. "Stiamo parlando di centinaia di tonnellate di petrolio che dobbiamo mantenere lì dentro, al sicuro", ha detto Glen Cayley, direttore tecnico di Shell.

"Fino a che non avremo fermato la perdita e messo in sicurezza la tubatura il rischio permane", ha sottolineato Cayley a colloquio con il Press and Journal.

Il direttore tecnico ha poi concluso assicurando che la compagnia sta lavorando per tappare anche la seconda perdita - che resta ad ogni modo molto più contenuta della prima: qualche barile di greggio al giorno. Questa falla, stando alla Shell, si trova in un punto del fondale "bizzarro", dove la vegetazione è particolarmente sviluppata e ostacola gli interventi dei tecnici. La perdita è stata notata da un elicottero e la sua massima estensione è stata di quasi 30 chilometri. Secondo i dati del ministero per i Cambiamenti Climatici, la fuoriuscita è pari al quadruplo della quantità di petrolio versata accidentalmente ogni anno per gli ultimi dieci anni, ovvero circa 50 tonnellate.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Cambia la tua password

Desideri veramente cancellare il tuo profilo?