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Mascherine, Svizzera ha speso mezzo miliardo in Cina

Anche nei bus di Lugano la mascherina è d'obbligo. KEYSTONE/Ti-Press/Elia Bianchi sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 24 luglio 2020 - 11:00
(Keystone-ATS)

La Svizzera ha importato in pochi mesi mascherine dalla Cina per oltre mezzo miliardo di franchi: è quanto emerge da un'analisi della statistica del commercio estero effettuata dall'agenzia Awp.

Tra marzo e giugno oltre 560 milioni di franchi sono stati spesi all'estero per importare questo tipo di protezioni. Il 93% della somma, oltre 500 milioni, è finito in Cina.

Sulla base della banca dati Swiss Impex dell'Amministrazione federale delle dogane (AFD) non è possibile risalire al numero di pezzi entrati nella Confederazione. Questi dati sono disponibili solo per le maschere filtranti FFP 2 e FFP 3: nel periodo in rassegna ne sono state importate 170 milioni, a fronte di 3 milioni registrati negli stessi mesi del 2019.

Come noto la domanda di mascherine è esplosa in tutto il pianeta sulla scia della crisi del coronavirus. In un primo tempo le autorità svizzere erano rimaste prudenti al riguardo, arrivando a sconsigliare alle persone sane di basarsi su questa protezione. In seguito l'uso si è esteso e nel frattempo le mascherine sono state rese obbligatorie sui trasporti pubblici.

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