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Continuano a calare le esportazioni di materiale bellico svizzero. Nei primi nove mesi dell'anno le vendite hanno di poco superato i 300 milioni di franchi, contro i 573 milioni dello stesso periodo del 2012.

Il calo è dovuto principalmente alla diminuzione delle esportazioni verso gli Emirati Arabi Uniti, secondo quanto pubblicato oggi dall'Amministrazione federale delle dogane. Il paese arabo ha acquistato, tra gennaio e settembre 2013, materiale bellico per 2,5 milioni di franchi, tale cifra era di 132,4 milioni nei primi nove mesi del 2012.

La vendita di 25 aerei Pilatus PC-21 ad Abu Dhabi nel 2011 per 258,1 milioni di franchi aveva gonfiato le cifre sulle esportazioni nel 2011 e nel 2012.

Il cliente principale delle armi svizzere, la Germania, ha pure lei diminuite le spese: nei primi nove mesi del 2013 ha acquistato beni per 66,2 milioni di franchi, contro i 208,8 milioni dello scorso anno. Forte calo anche per le esportazioni in direzione dell'India: da 17,5 milioni a 800mila franchi.

I principali acquirenti di armi svizzere rimangono i paesi occidentali: dopo la Germania ci sono l'Italia (42,6 milioni), gli Stati Uniti (36,3 milioni), il Regno Unito (30,6 milioni), la Francia (19,8 milioni) e la Spagna (18,2 milioni).

Nel mondo arabo, l'Arabia Saudita è in testa con 15,5 milioni di franchi (contro i 17,3 milioni tra gennaio e settembre 2012). Tali vendite riguardano pezzi di ricambio per sistemi di difesa aerea consegnati diversi anni fa, non soggetti quindi al divieto di esportazione di materiale bellico verso tale paese. La classifica è chiusa dal Mali: un privato cittadino ha acquistato una pistola per 883 franchi.

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SDA-ATS