Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

KLOTEN - L'odissea di Max Göldi in Libia è finita: dopo essere stato trattenuto nel paese nordafricano per quasi due anni, è ritornato in Svizzera questa notte verso l'1:20, accompagnato dalla ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey. Ad accoglierlo all'aeroporto di Zurigo-Kloten c'erano i famigliari.
"Siamo più che contenti che sia di nuovo fra di noi e che possa finalmente riprendersi nella calma famigliare dalla fatiche accumulate in tutto questo tempo", scrivono i parenti in un comunicato nel quale ringraziano tutte le persone che si sono impegnate per Max Göldi, e "in special modo" Calmy-Rey e il personale dell'ambasciata svizzera a Tripoli. "Sono stati loro - aggiunge la nota - negli ultimi quattro mesi che ci hanno reso questo periodo difficile più sopportabile, dandoci regolarmente informazioni sulla vita quotidiana di Max", trascorsa in prigione per scontare una pena per "ingresso illegale" in Libia.
Göldi ha lasciato la libia ieri sera con un volo di linea che ha fatto scalo a Tunisi. Il suo ritorno in patria è stato possibile dopo che in giornata Svizzera e Libia hanno firmato un accordo di riconciliazione fra i due paesi, che hanno vissuto 23 mesi di crisi diplomatica sorta in seguito all'arresto a Ginevra di Hannibal Gheddafi, uno dei figli del leader libico, accusato da due domestici di maltrattamenti.

SDA-ATS