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BASILEA - Successo anche nel 2009 per il commercio equo in Svizzera: Max Havelaar ha realizzato un fatturato di 271,9 milioni di franchi, in aumento del 2,6%. Sono risultate in progressione in particolare la vendita di tessili, con un balzo di oltre due terzi, nonché di ananas e di banane bio, ha indicato in una nota odierna la Fondazione Max Havelaar.
Le banane sono rimaste il prodotto di punta, con una quota di mercato che da anni supera il 50%. I principali canali di distribuzione sono la Coop e la Migros. Lieve calo invece per i fiori, in seguito alla crisi economica. Essi rimangono tuttavia al secondo posto fra i vari prodotti smerciati.
I produttori che hanno venduto nella Confederazione merci certificate "Fairtrade" hanno conseguito entrate dirette per 62,7 milioni di franchi, il 17% in più rispetto a quanto avrebbero ottenuto tramite canali del commercio tradizionale, rileva la Fondazione.
Sul piano mondiale, il fatturato della Fondazione è salito del 15% a 3,4 miliardi di euro (4,8 miliardi di franchi). Max Havelaar è riuscita per la prima volta a convincere grandi multinazionali: Nestlé e Cadbury hanno lanciato ciascuna in Gran Bretagna e in Irlanda un prodotto con l'etichetta "Fairtrade".

SDA-ATS